Storia e... non solo - BIOGRAFIE
UMILE PLASTINA
di Salvatore Corchiola
(Luzzi 15 settembre 1930 - Luzzi 29 luglio 2013) sacerdote ed educatore.

Umile PlastinaUmile Plastina nasce a Luzzi il 15 settembre 1930 da Emilio e Maria Pizzo.
All’età di appena un anno muore la madre; all’età di sei anni, nella guerra di Abissinia in Etiopia (1936), perde il padre.
Frequenta le scuole elementari come orfano, nell’Istituto Padre Giovanni presso il Seminario di Gioia Del Colle (Bari); le scuole medie nell’Istituto Principe Piemonte a Potenza, il ginnasio nel Seminario Diocesano di S. Marco Argentano; completa gli studi liceali nel Seminario Pontificio Pio XI a Reggio Calabria.
Ordinato sacerdote nel Duomo di Cosenza nel 1955, viene subito dopo assegnato alla parrocchia del Santissimo Salvatore in Policastello, frazione di S. Donato di Ninea (Cs).
Nel 1963 gli viene affidata la guida della parrocchia di S. Maria Assunta in Sambucina, dove, per quindici anni, fino al 1978, esercita il suo apostolato con grande dedizione, condividendo con i suoi fedeli fatiche gioie e dolori.
Nel 1978 il vescovo di Cosenza, Mons. Enea Selis, lo nomina arciprete della parrocchia di Santa Maria (Chiesa Matrice), dove subentra a Mons. Francesco Ceraldi, grande predicatore.
Dal 1978 al 2010 è anche Rettore del santuario della Madonna della Cava o “Sanità”, dove si attiva per far avviare e completare i lavori di restauro della chiesetta e dell’antistante piazzale, grazie anche alla efficace collaborazione di un comitato e di tantissimi fedeli.
Per molti anni fu insegnante alla Scuola Media, all’Istituto Statale d’Arte e al Liceo Classico di Luzzi, dove si fa apprezzare dai colleghi e dagli allievi.

A Don Umile sono legate iniziative che hanno lasciato un segno. Nel 1980 fonda a Luzzi, assieme ai giovani dell’Azione Cattolica della Parrocchia, il gruppo Getsemani, di cui diventa la guida spirituale, un riferimento sicuro per i giovani che hanno bisogno di ascolto e di rapportarsi verso gli altri.
Il gruppo GetsemaniNell’ottobre del 2001, in una manifestazione delle scuole di Luzzi, rivolgendosi ai giovani, dice: “Cari Giovani quello che voi fate oggi è una concreta iniziativa per la pace, necessaria per il vostro futuro. E’ necessario costruire un futuro di pace con tutti i mezzi possibili convertendo i nostri cuori alla pace. E se la pace è nei cuori allora e anche nella famiglia, nella società, nel mondo”.
Entrare nella sfera di un uomo è sempre difficile, ma lo è ancora di più se questo uomo è un ministro di Dio, verso il quale uno nutre stima e affetto. Spesso i sacerdoti svolgono un ruolo non secondario per la formazione dei giovani. E come dice il grande fisico e filosofo francese Pascal: “Qualcosa resta coerente con quanto detto e fatto nel passato”.
Don Umile merita un posto di primo piano nella vita della società luzzese della seconda metà del secolo scorso, non soltanto perché sacerdote buono, ma soprattutto per il suo modo di essere e di agire, profondamente umano, amichevole, accogliente, ricco di carità cristiana. Una guida per tante generazioni di giovani, che a distanza di anni lo ricordano ancora come il Parroco Educatore, affettuoso e disponibile, un riferimento sicuro per tutti i parrocchiani in stato di bisogno.
Don Umile, uomo prudente e saggio nei consigli, nutrito di studi teologici e pedagogici (lo testimoniano le sue omelie semplici ma dense di contenuto), un sacerdote che sapeva scavare in quella profondità del cuore dove alberga l’amore vero, che è quello della Madonna.
Per avere la pace dobbiamo vedere Cristo in ogni uomo. Egli ha saputo, con il parlare semplice e convinto, evangelizzare i giovani, gli adulti e gli anziani. Alla base di questo lavoro pastorale aveva messo la carità, la condivisione con tutto e con tutti.
Una costante caratteristica della sua vita essere sempre sereno e attento nei compimenti dei suoi doveri sacerdotali.
Dopo alcuni anni di infermità, davanti al mistero della sofferenza, che accetta come cammino per arrivare alla santità, muore nella notte del 29 luglio 2013 con animo sereno e con fiducioso abbandono alla volontà del Signore.
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