Storia e... non solo
SANT'AURELIA MARCIA
Urna lignea di Sant'Aurelia MarciaNacque a Roma nel 284 da genitori pagani dal nobile casato, la giovane vergine e martire è un esempio di serietà, modestia e dolcezza. Fu decapitata nel quarto secolo d.C. durante la decima persecuzione dell'imperatore Diocleziano, che fu la più sanguinosa e che segnò una delle pagine più dolorose della Chiesa Cristiana, definita anche l'era dei martiri e con la quale si cercò di distruggere definitivamente il cristianesimo. Infatti i cristiani venivano stuprati, divorati dalle belve nelle arene, crocifissi e i corpi esposti per essere dilaniati dalle belve e sorvegliati affinché non ricevessero sepoltura


BIOGRAFIA

La formazione
Indifferente alle lusinghe e tentazioni del paganesimo, di nascosto, la notte, scendeva nelle carceri a portare cibo ai cristiani tenuti prigionieri nelle carceri romane. In questo modo si avvicinò al cristianesimo e ricevette il Battesimo nelle Catacombe da parte del pontefice S. Marcellino consacrandosi con voto solenne alla verginità e alla dedizione a Cristo.
Divenne istruttrice di fede aggregandosi alle matrone che offrivano sostegno a poveri, infermi e orfani. Pregava sempre di nascosto e un sacerdote la indottrinò alla fede cristiana. Quando fu scoperta dalla famiglia, il padre la fece imprigionare per tre giorni minacciandola di morte, nella speranza di riportarla al paganesimo; ma la fede in Dio fu più forte e non cedette alle minacce paterne.

Il tragico epilogo
Secondo la tradizione Aurelia era di rara bellezza tanto che numerosi giovani facevano a gara per averla in sposa. Tra questi un giovane Patrizio, scelto come fidanzato per lei dal padre, confessandogli, per dissuaderlo, la sua fede in Cristo e rinnegando il credo della famiglia. Fu denunciata al prefetto dal fidanzato sdegnato per il rifiuto alle sue continue offerte d'amore e non volendo rinnegare il Cristianesimo, neppure al cospetto di quest'ultimo, fu condotta nelle carceri in attesa del martirio. La giovane fu condotta in catene per essere frustata e torturata col cilicio in pubblico, ma alzando gli occhi al cielo piangeva e pregava Gesù. Fu messa sulla ruota e infine decapitata sul luogo del supplizio l'11 luglio del 303 d.C. all'età di 19 anni. Mentre il carnefice puliva la spada alle vesti di Aurelia i Cristiani raccolsero quel sangue in un'ampolla che ancora oggi si venera racchiuso nell'urna dove la Santa è deposta, poi ottenuto il permesso di prenderne il corpo la vestirono a nozze e diedero alla giovane martire una degna sepoltura nelle catacombe romane di S. Sebastiano.


IL CULTO RELIGIOSO

La traslazione
Le catacombe di S. SebastianoLa traslazione delle sacre spoglie di Santa Aurelia Marcia da Roma a Luzzi è stata effettuata nel 1744 per volontà del cardinale Giuseppe Firrao, in segno di benevolenza verso la sua terra natale, dotto porporato luzzese allora Segretario di Stato della Santa Sede, che lo fece custodire nella chiesa di San Giuseppe, cappella gentilizia dei Principi Firrao. Il 1744 è l'ultimo anno della sua vita, che vuole dedicare a Luzzi con pensieri speciali per la Chiesa di Santa Maria dove aveva ricevuto il Battesimo, quindi in funzione della sua carica cardinalizia decide di scendere nelle catacombe alle ricerca delle reliquie di un martire illustre da regalare al nipote Pietro Maria Firrao, principe feudatario di Luzzi, affinché ne decorasse la Chiesa gentilizia, dove da giovane aveva congiunto le mani alla preghiera per la prima volta. Tra i tanti corpi la scelta cadde su quello della giovane Aurelia. L'illustre porporato luzzese fu spinto a tale scelta, anche, dal nome stesso e dalla nobile famiglia cui la giovane apparteneva. Ricevuto il corpo, il cardinale ordina la sistemazione della reliquia all'interno di un'urna di legno dorato chiusa da cristalli, collocando all'interno lo stemma cardinalizio e nella parte superiore l'iscrizione: AVRELIA MARCIA MARTYR.
La Santa veste abiti nobili ed è disposta leggermente rannicchiata con una mano posta sotto il capo adagiato su un cuscino, mentre tiene nell'altra una ricca palma ricamata in oro, sulla testa una corona di rose intrecciate di fili d'oro ed infine la phiala con il suo sangue.
La cassa dorata è scrupolosamente imballata e spedita via mare da Civitavecchia e il primo febbraio 1744 il corpo di Sant'Aurelia giunse a Paola. Verso l'albeggiare del giorno seguente i luzzesi accolsero festosamente e con grande tripudio l'urna della Santa che, accompagnata processionalmente, fu sistemata nella cappella già approntata ed abbellita. L'arciprete Parise racconta che nell'attesa dell'arrivo dei luzzesi per essere rilevata, la reliquia rimane alcuni giorni a Paola, alcuni curiosi, forse nell'intento di derubarla, cercarono di sollevarla, ma la Santa si rese così pesante da non poter essere spostata se non solo per mano dei luzzesi, che una volta giunti iniziarono il viaggio per condurla nel loro paese.

Le reliquie
Particolare della lapide paleocristiana di Sant'Aurelia MarciaIl corpo è ritrovato intatto in un LOCULO: tomba dei martiri, con annessa la PHIALA: vasetto ovale in vetro contenente il suo sangue, nel cimitero di San Sebastiano tra le Arenarie (Catacombe). La tomba di Sant'Aurelia era custodita da una lastra di marmo e un epigrafe contenente il suo nome (AURELIA) a indicare nobili origini perché non veniva mai dato a schiave, il gentilizio (MARCIA) antichissimo nella storia, l'età (19 ANNI) a indicare il grande esempio che diede morendo e il giorno della morte (11 luglio), nonché alcuni simboli: una colomba con un ramoscello d'ulivo sul becco e un agnello accanto ad un albero o ramo di palme. Il simbolismo che la Chiesa usava in quel tempo per nascondere ai pagani "le sublimi verità e i santi misteri ai profani onde non venissero sfregiati dagli stessi. La colomba con il ramoscello d'ulivo nel becco: simbolo che proviene dalla salvezza apportata dall'arca di Noè e conseguentemente immagine dell'anima nella pace divina, mentre l'agnello accanto all'albero di palme simbolo di innocenza, è spesso usato nelle tombe dei bambini e se accucciato e accompagnato da tipici segni cristiani (croce, calice, ramo di palma) allude a Cristo o alla grande religiosità del morto.
Il pellegrinaggio
Meta di un fervente e devoto processo di pellegrinaggi, uniti alla realizzazione di una serie di miracoli operati per intercessione della Santa verso storpi, indemoniati e malati, nella cappella a Lei dedicata sono esposti gli ex-voto, un grande potere taumaturgico è attribuito all'unzione con l'olio della Santa. I più assidui e fedeli pellegrini, nel tempo, rimangono i longobucchesi, che attraversavano a piedi la Sila e ancora oggi si recano la seconda Domenica di Settembre ad onorare la Martire sin dalla seconda metà dell'Ottocento, così come dimostra una tela dell'Abate Madeo datata 1894 e donata come offerta votiva. Ogni 11 Luglio ricorre l'anniversario della morte che si commemora con la celebrazione di una messa cantata e successiva benedizione degli infermi, delle medicine, del pane e dell'acqua. La santa, nel tempo, ha avuto un atteggiamento benevolo e misericordioso verso i tanti pellegrini che ricorrevano a Lei con sincerità e grande devozione per trovare la pace, guarire da malattie incurabili, avere un sostegno e punto fermo durante i periodi di difficoltà, proteggersi tra le sue braccia amorevoli durante le battaglie sul fronte. Tante sono le testimonianze che la consacrano come una presenza attenta e misericordiosa. L'urna di Sant'Aurelia ha attraversato una serie di tappe fondamentali della sua storia: il 28 giugno 1913 un terremoto obbliga la chiusura della Cappella al culto; il 13 settembre 1913-1914 l'urna resta esposta nel centro della chiesa; nella seconda domenica di settembre del 1944 è inaugurata la Cappella Marcia; in occasione dell'anno giubilare, durante la seconda domenica di settembre, a commemorazione della festa della Santa, la reliquia è portata in processione per le vie del paese e si riapre l'urna per inserire una corona d'argento, una palma d'oro e una collana di perle; durante il giubileo si compie un miracolo, un giovane paralitico improvvisamente si sostiene sulle gambe e lascia nella Cappella, appese ad una parete le sue stampelle.
Nel 1994 è stato celebrato il 250° anniversario della traslazione del corpo della Santa. Durante tutto il 1994, definito per l'appunto "Anno Aureliano", la ricorrenza è stata solennizzata con importanti manifestazioni religiose e storico-culturali. Indelebile è il ricordo del pellegrinaggio e la trionfale accoglienza a Longobucco dell'urna con le spoglie della Martire. Gli abitanti della cittadina dell'alta valle del Trionto, durante quel giorno e per tutto quello seguente, non fanno altro che sciogliere i loro voti presso il Rettore e venerare fervidamente Sant'Aurelia, loro specialissima protettrice della quale narrano continui miracoli. A ricordo dell'Anno Aureliano è stato realizzato un dipinto su maiolica raffigurante l'urna della Martire, collocato nei pressi della chiesa di S. Giuseppe, opera dell'artista luzzese Franco Federico.
Per rinsaldare i legami che da più di due secoli e mezzo uniscono le cittadine di Luzzi e longobucco, nel settembre del 1989, è stato siglato il gemellaggio tra i due Comuni.
Devotissimi della Santa sono molti centri della Sila come quelli di Paludi, Cropalati, Mirto, Crosia, Rossano, Bocchigliero, Caloveto, Cropalati e altri centri del circondario.
Al pellegrinaggio dei tanti fedeli, continuatori nel tempo di una tradizione di amore e di venerazione, si aggiungono diverse manifestazioni civili, tra le quali l'accoglienza dei pellegrini e la ormai immancabile sagra della “Pittattasima” (Clicca qui per leggere la ricetta), antica, saporitissima e soprattutto profumatissima focaccia luzzese.


BIBLIOGRAFIA

Don Michele Campise, "Cenni storici su Sant'Aurelia V.M." edito nel 1917 e ristampato nel 1994; Articolo di Roberto Galasso "Marcia di pellegrinaggio a Sant'Aurelia" pubblicato su "La Città del Crati"; Saggio di Maria Paola Di Biagio, "Simboli cristologici e iconografia" pubblicato il 18/01/2008 sulla rivista letteraria "La Recherche".

Festa di Santa Aurelia 2010. Questo Servizio è andato nel settimanale televisivo "La Nostra Calabria" Sull'emittente regionale "Telitalia". "La Nostra Calabria" è il settimanale televisivo dedicato a tutte le cose belle della Nostra terra. Lo potete vedere ogni Sabato ore 20.00 con repliche Domenica e Lunedi ore 15.00. per info info@vmproduzionivideo.it - 349.4968063