Storia e... non solo
LA PETRA MAIURA
MITI E LEGGENDE LUZZESI

La petra maiuraLa Petra Maiura (probabilmente dal latino maior = grande) è allocata nella località detta "Campu di tubu", dove il torrente San Francesco si unisce al torrente Ilice, per sfociare insieme nel fiume Crati. Il nome deriva in memoria di un signore soprannominato "i tubu" che ha realizzato, insieme ad altre persone, il rettangolo di gioco per il calcio. Si trova nella parte inferiore del nostro paese e dalla curva del cimitero, in fondo allo strapiombo, si nota un grossolano campo di calcio, meta negli anni 60-70 e 80 di sfide e tornei, coinvolgendo tutti i ragazzini di Luzzi. Nelle immediate vicinanze c'era anche un sentiero, giornalmente percorso alle prime luci dell'alba e al calar della sera, di numerosi contadini che lavoravano la terra in C.da S. Vito ed a Ischia sul Crati.

Era, altresì, presente anche una piccola sorgiva, in una cavità dentro la roccia, dove, dopo il segno della croce sull'acqua, ci si dissetava durante le sfide (un odierno open bar).

La leggenda che aleggia intorno a questa roccia è terribile e malefica. Si narra, infatti, che all'interno di questa grossa pietra, dal diametro, nella parte superiore cioè quella che fuoriesce dal terreno, intorno ai 3 m circa (della parte inferiore non lo sapremo mai), si celi un tesoro composto da una chioccia con 12 pulcini, tutti di oro massiccio.

Narra la storia che l'unico modo per entrarne in possesso sia quello di effettuare un sacrificio umano, uccidendo sulla pietra una giovane mamma al nono mese di gravidanza, lordando di sangue del neonato, anch'esso trafitto da coltello, la superficie della roccia, che a sua volta si sgretola, rivelando cosìall'autore del terribile gesto, il tesoro tanto agognato.

Fortunatamente, a memoria d'uomo, nessuno ha mai osato tanto.

È una storia che ha reso inquieti e agitati il mondo di tanti adolescenti ormai non più tali, ma senza mai fare paura; infatti non passava giorno che non si giocasse o che si transitasse da quella parte per recarsi al lavoro, senza timore alcuno.


BIBLIOGRAFIA

Questa foto è stata già pubblicata nel libro fotografico "Luzzi e dintorni" di Luigi Curti del 2004 ed è stata scattata nello stesso anno, con grande difficoltà per localizzare la pietra, poiché la vegetazione ed il deposito di detriti, ha coperto l'intera zona e con essa l'alone di leggenda e di mistero che, per tanti anni davanti al focolare o al braciere, ha alimentato le serate di numerosi luzzesi.
IL PASSO DEL DEMONIO ¦ LA PETRA MAIURA