Storia e... non solo
I PASCARIDDRARI
ARTI E MESTIERI LUZZESI

Michele Montalto nel suo laboratorio (1953)Nei vicoli del centro storico di Luzzi, quando si camminava sulla silica(1) e ancora l'asino era il bene più prezioso, oltre agli scarpari, custulìari, furgiari e falegnami, erano aperte anche alcune botteghe dall'artigianato molto singolare: i pascariddrari; qui vi si realizzavano infatti le statuine del Presepe. Questi personaggi animavano con romantiche pose il presepe, sbocciando dalle sapienti mani di esperti artisti, che riuscivano a dare un volto e quasi anche la voce a figure che commuovono per capacità espressiva e bellezza artistica. La tradizione di realizzare i pastori del presepe risale certamente alla fine dell'ottocento quando zu Lisandro Montalto nel rione Casalicchio aveva avviato un piccolo laboratorio nel quale plasmava l'argilla e darvi così un'anima per vivificare lo spettacolo della Nascita di Gesù. Secondo alcune testimonianze i manufatti in questione avevano una forma alquanto rudimentale e di scarso rilievo artistico, ma contribuivano a sopperire comunque alle necessità delle famiglie popolane che desideravano arricchire il proprio Natale con la rappresentazione del Presepe.
All'incirca un secolo addietro, da questa botteguccia venivano partoriti manufatti che venivano acquistati, dunque, da numerose famiglie luzzesi, nelle quali per quasi un mese si lavorava all'allestimento del presepe. Erano tempi con nuclei familiari numerosi, nove o dieci figli, e l'atmosfera del Natale si avvertiva intensamente lavorando per un mese all'allestimento del presepe. Tutti cooperavano alla manifestazione della Santa Nascita, spesso di proporzioni notevoli, e che richiedeva impiego di energie e materiali.
Qualche decennio più tardi, esattamente a partire dagli anni '20, iniziò a cimentarsi in quest'arte un altro appassionato di presepi, Michele Montalto(2) il quale era dotato di un estro particolare proprio nella realizzazione dei personaggi del presepe, rilanciando l'arte del lontano parente.


Michele Montalto era un uomo intelligente e dalle capacità poliedriche, non aveva appreso da nessuno questa particolare capacità, ma il tutto è scaturito improvvisamente e dalla sua vivida praticità. Di professione era elettricista, e anche qui aveva un primato, essendo stato il primo a Luzzi ad occuparsi di tale mansione. Ma soprattutto di sera, quando la vena artistica raggiungeva le sue massime espressioni, si rifugiava nella sua amena bottega in salita Calvario (detta ara Cruci un tempo luogo di intenso passaggio) per rilassarsi dilettandosi nella produzione di diversi piccoli manufatti che venivano realizzati partendo dalla materia grezza per giungere, dopo diverse fasi, alla decorazione.
Per compiere questo suo appassionato progetto, si era attrezzato di tutto, e nulla si trovava fuori posto: è ricordato infatti per il suo ordine quasi maniacale. Le mani, delicatamente si contorcevano per plasmare l'argilla, l'elemento naturale antico quanto il mondo, e agilmente la modellavano dando vita a diverse immagini, soprattutto sacre. Si conservano ancora, come rari cimeli riprodotti su scala, la Madonna dell'Immacolata, o la madonna della Cava detta anche della Sanità, per la quale ostentava una devozione particolare. Ma dalle sue mani prendevano corpo, sempre in terracotta, anche Crocifissi dall'espressione sublime, che impressionano per la loro tridimensionalità e plasticità. A volte, lavorava anche il gesso, preparandosi ad offrire ai pellegrini di Longobucco alcuni bassorilievi raffiguranti Sant'Aurelia(3) e dei quali se ne sono perse oggi le tracce.

Un presepe realizzato con le statuine di Michele MontaltoMa il suo pezzo forte erano i pastorelli che realizzava in tutte le fogge e che nel corso dei decenni hanno animato i presepi di tutte le case di Luzzi. Ogni struttura era davvero originale, e frutto della sua straordinaria fantasia; non imitava nulla, amava essere innovativo rispettando la tradizione. La Nascita, i Re Magi, gli Angeli, il famoso Dormiglione, l'oste, i pastori, e poi il cammello, la pecorella o il piccolo cane tutti erano presenti nel Presepe di Michele Montalto, ed ogni personaggio è la risultante non solo della sua fantasia e calma, ma soprattutto della sapiente abilità impiegata durante il suo tempo libero.
Ma uno dei motivi di questo successo, lo si deve alla sua quasi proverbiale pazienza, dono che gli ha permesso di creare e curare nei particolari tutte le statuette del presepe appunto, dotandosi anche di una piccola fornacella per poter cuocere delicatamente l'argilla. Questa era situata nei pressi del paese, nel rione S. Venere alla fine del caseggiato per non disturbare, e qui inseriva con garbo diversi manufatti che sorvegliava costantemente fino a quando non avessero raggiunto il necessario grado di cottura. Poi anche da un barile di acciaio ricavò un altro piccolo forno, più maneggevole e che metteva in funzione a seconda delle esigenze. Negli ultimi tempi si serviva della Fornace luzzese di Laterizi del Dott. Cesare Dima(4) dove infornava i suoi articoli in modo comodo e veloce.


Alcuni pastori, erano stati creati inseguito ad esplicite richieste, dalle forme molto più grandi, per sopperire anche ai bisogni degli ampi presepi in chiesa. Infatti, Michele Montalto, che faceva pure parte della Congrega dell'Immacolata era un grande collaboratore di tutti i parroci del paese, contribuendo a realizzarli soprattutto presso la parrocchia di San Biagio.
Michele Montalto aveva già precorso i tempi, riciclando di tutto, riutilizzando a seconda delle evenienze ciò che agli occhi degli altri oramai non serviva più. Quando negli anni '40 venne abbattuto un aereo, precipitando nel fiume Mucone(5), Michele Montalto vi si reca per recuperare soprattutto le lamiere che riutilizzò per ricreare una stufa elettrica, una macchinina giocattolo, attrezzature varie, suppellettili per la casa.
Altro grande hobby di quest'uomo eclettico, è stato anche la foto, immortalando molti eventi significativi del paese. Di queste passioni, respirano oggi i figli Tonino per la foto, e Mario per la scultura professionistica. La sua bottega, nella quale attorcigliava scheletri in fil di ferro, anima delle sue figure, e intorno ai quali avvolgeva l'argilla per renderla più stabile e solida, diveniva luogo di ritrovo, per amici e curiosi, conversando amabilmente con un uomo che incantava per quell'arte così fuori dal comune e che aveva sempre qualcosa da narrare a seconda delle questioni del momento. La sua piccola officina, era un riferimento soprattutto per i giovani, attratti dalla sua persona che amavano e rispettavano, in un paese senza svaghi e attrattive.
Michele Montalto ha lavorato appassionatamente nel suo laboratorio, fino al 1978, anno della sua morte, continuando a realizzare fino alla fine le statuette del presepe, che amava come se fossero, tanti piccoli suoi figli. Di lui, si continua a parlare in paese quando in occasione del Natale, si espongono come preziosità i suoi lavori, ma che da allora, nessuno più ha continuato a riprodurre.

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(1) Era il tipico selciato di Luzzi, costituito da ciottoli di fiume i quali venivano messi a dimora per lo più a secco o con la calce.
(2) Nato nel 1905, era alle dipendenze della SEC (Società elettrica calabrese), aveva come mansione la manutenzione della luce pubblica, la lettura dei contatori, ed il controllo di tutta la rete elettrica anche del comune di Rose.
(3) Aurelia Marcia è una giovane romana, decapitata durante la persecuzione dei cristiani ad opera di Diocleziano, e il cui corpo venne traslato a Luzzi per volontà del Cardinale luzzese Giuseppe Firrao nel '7oo e oggi conservato nella chiesa di S. Giuseppe.
(4) Cesare Dima è stato un importante imprenditore di Luzzi, nonché Sindaco di Luzzi dal 1954 al 1964. La qualità dell'argilla che veniva lavorata presso la sua carcara, era rinomata in tutta la provincia di Cosenza per la sua purezza e resistenza.
(5) Il fiume in questione separa i comuni di Luzzi e Acri. In esso vi si riversano le acque, attraverso condotte speciali, del lago artificiale Cecita, per azionare le potenti dinamo della centrale idroelettrica detta II° Salto collocata nel comune di Luzzi.


BIBLIOGRAFIA

Questo servizio scritto da Claudio Cortese è apparso sulla rivista di storia: “Tracce di un tempo” con copertina “Dicembre 2013 - numero 0”