Storia e... non solo - BIOGRAFIE
EMILIO IUSO
(Rose 27 maggio 1907 - Luzzi 8 aprile 1965) artista, illustre esponente della pittura sacra italiana.

Emilio IusoNacque a Rose, il 27 maggio 1907, da una modesta famiglia di pastori e morì a Luzzi all'età di 58 anni mentre stava terminando due affreschi nella Cappella del Crocifisso della chiesa dell'Immacolata di Luzzi.

In un manoscritto anonimo ed inedito di proprietà della famiglia Iuso si legge che: "Emilio Iuso, nato da modesta famiglia di agricoltori, era intento alle più rudi fatiche dei campi, privilegiando soprattutto la compagnia delle buone pecorelle che menava alla pastura, lungo i margini dei torrenti e nelle campagne di Rose. Seduto sull'erba e sospinto da naturale tendenza, amava disegnare sulla carta e qualche volta sul rozzo sasso, i più significativi e pittorici scenari che le pecorelle offrivano al suo sguardo". Ed è proprio per queste origini bucoliche, che ricordano il grande pittore fiorentino Giotto di Bondone, e per il dipinto del Martirio di S. Lorenzo nella Chiesa Arcipretale di Rose, opera compiuta all'età di 13 anni su richiesta del suo mecenate don Carmine Docimo parroco di Rose, che fu definito dai critici "il piccolo Giotto delle Calabrie".

Don Docimo riuscì a mandare a Pizzo Calabro il piccolo artista, senza non poche difficoltà, e a fargli apprendere le prime nozioni del disegno ornato e geometrico nel locale istituto di Belle Arti. Nel 1931 per gli acquisiti meriti artistici, venne chiamato a Roma dal luzzese Francesco Cilento, vice questore di quella città, dove fu presentato a numerosi e stimati critici d'arte. Il giovane Iuso si fece subito apprezzare per avere affrescato alcune ville e, fondamentalmente, per avere decorato qualche sala del Palazzo dell'Aeronautica, e quelle del Comando dei Carabinieri, dove si possono ammirare alcune sue tele.

La sua fama valicò i confini dell'Europa e fu invitato in Canada e negli Stati Uniti dove si voleva Emilio Iuso per il restauro e l'abbellimento di numerose chiese cattoliche. L'invito gli veniva fatto addirittura dalla Santa Sede ma il forte legame con la famiglia gli fece da freno per cui l'artista non andò oltre Oceano. Dell'opera del pittore calabrese si occuparono anche l'Osservatore Romano e numerosi altri quotidiani italiani e stranieri.

Per i suoi indiscussi meriti artistici fu insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Commendatore dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, Commendatore dell'Ordine Pontificio di S. Silvestro Papa e Commendatore dell'Ordine di Malta e altri.

Conquistò la stima di illustri personalità, tra cui ricordiamo il Cardinale Tisserant, decano del Sacro Collegio ed Accademico di Francia, il Cardinale Marcello Mimmi, il ministro Gennaro Cassiani, il Senatore Mario Militerni, vescovi, arcivescovi e molte altre personalità della politica e dell'arte italiana.

La morte lo colse, come già detto, mentre stava dipingendo nella chiesa dell'Immacolata di Luzzi, sede della sua prima rivelazione d'artista, gli affreschi "L'agonia di Gesù nell'orto" e "L'incontro di Gesù con sua Madre sulla via del Calvario".
LE SUE OPERE
Era il 1933 quando ritornò in Calabria e subito venne chiamato a dipingere l'affresco centrale della cupola con l'Assunzione di Maria SS. nella Chiesa dell'Immacolata di Luzzi. Successivamente per incarico di Mons. Demetrio Moscato, all'epoca Vescovo della Diocesi di S. Marco e Bisignano, fu invitato a decorare il Duomo e le Cripte della Cattedrale di S. Marco Argentano e il Duomo di Bisignano. In seguito impreziosì la Chiesa di S. Gaetano in Cosenza, la Basilica del Beato Angelo d'Acri, dove maggiormente elargì la sua grande arte, la Casa Natale di S. Francesco di Paola, la cappella del Seminario e il Coro del Duomo di Cassano, la Sala del trono del Palazzo Primaziale di Salerno, la Chiesa delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori ad Acri, la Chiesa del Convento dei Minori di Bisignano, la Sala del Consiglio Provinciale di Cosenza e tutte le altre Chiese di Luzzi (dalla più antica Sant'Angelo a Santa Maria, San Giuseppe, l'Immacolata, S. Francesco e S. Antonio). Fu inoltre incaricato da parte della Sovrintendenza alle Belle Arti di Siena, per il restauro del trecentesco Duomo di Orbetello.

BIBLIOGRAFIA

Articolo di Filippo De Bonis in Calabria 2000; Articolo di Michele Gioia nella Gazzetta del Sud del 29/06/1984
ALDO COPPA ¦ LUIGI GENESIO COPPA ¦ GIUSEPPE COSENZA ¦ CESARE DIMA ¦ GIUSEPPE FIRRAO ¦ GERARDO GALLO ¦ FRANCESCO GIORNO ¦ EMILIO IUSO ¦ CESARE MARCHESE ¦ GIUSEPPE MARCHESE ¦ ETTORE PARISE ¦ UMILE PELUSO ¦ UMILE PLASTINA ¦ FRANCESCO SMURRA