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IL CASATO DEI FIRRAO
Arma del Casato dei Firrao - Clicca per ingrandireIl casato dei Firrao è di origine Normanna, discendono da Rahone I (XII Secolo), che nel tempo divenne il cognome attuale, passando dapprima per Filiis Rahonis, diventando poi per corruzione linguistica in Firrahoni e quindi nella forma odierna di Firrao. Feudatari dal 1200 con Ruggiero, figlio di Raone, Giustiziere di Val di Crati per conto dell'imperatore Federico II di Svevia, la massima carica politico-giudiziaria dello Stato in ambito locale di quel tempo.
I suoi discendenti contraendo matrimoni con esponenti di grandi famiglie della nobiltà cosentina e meridionale in genere, acquisivano via via diversi feudi diventando tra i casati più potenti delle nobili famiglie della Calabria e indicati come “de Cusentia”; tanto da essere ricevuti nell'Ordine di Malta dal 1565. Il pronipote di Ruggero, Goffredello Firrao, all'inizio del Trecento era barone di Tessano, Scigliano, Crepissito (l'attuale Belsito), Vennerelli, Paterno, Gazella, Diodato, Dipignano e Malito. Ad eccezione di Rogliano, quindi, i discendenti di Raone erano giunti a detenere gran parte del territorio che si estende da Cosenza fino ai confini del catanzarese. La posizione di opulenza e di potere della Casa non aveva subito contrazioni per tutto il Trecento, come testimoniano, peraltro, i matrimoni con esponenti delle grandi famiglie nobiliari, come i Capece; ma nel 1400 il re di Napoli restituiva al demanio di Cosenza quasi tutti i feudi dei Firrao, le cui fortune subivano un importantissimo scossone.
Arma del Casato dei FirraoTuttavia, la floridezza dei Firrao resta in un primo momento intatta. La famiglia si suddivide in due rami principali, quello di Giovannuccio Firrao che ereditò Gazella, l'unico (e misero: si trattava di una terra desolata) retaggio feudale del Casato e quello di suo fratello Roberto che si trasferì a Napoli, dove sposò una Filangieri e si aggregò alla nobiltà napoletana nel 1429. La defeudalizzazione subita dalla Casa, però, si fece ben presto sentire. I discendenti di Roberto ritornano a Cosenza, e pur contraendo sempre matrimoni con esponenti di nobili famiglie, vedono ridurre implacabilmente la propria influenza. Analogo processo investì il ramo feudale. Gazella uscì dal patrimonio di famiglia con l'estinzione del ramo primogenito. E gli altri discendenti di Giovannuccio, fra il XV e il XVI secolo, erano investiti da un processo di decadenza inesorabile. Non mancano matrimoni celebrati con esponenti di famiglie popolari, e nessun membro della Casa appariva più al vertice dell'amministrazione cittadina. Nella seconda metà del Cinquecento iniziò, però, la nuova ascesa. Attraverso una raffinata strategia di alleanze matrimoniali, alcuni rami della famiglia riuscirono a risalire la china. Protagonista dell'ascesa in un primo momento fu Scipione Firrao, che raggiunse la vetta del potere municipale cittadino, divenendo Sindaco di Cosenza nel 1567, e fece rientrare la famiglia nel novero delle Case feudali, con i piccoli feudi di Paparone e di Massanova. La ripresa del ramo di Scipione fu tuttavia effimera. Morto prematuramente Carlo, l'unico figlio maschio, i suoi beni furono salvati grazie ai matrimoni delle figlie Ippolita e Violante con i cugini Peleo e Marcello Firrao, i rami dei quali, così, pure ricevevano nuova linfa: Peleo fu eletto Sindaco di Cosenza nel 1583, mentre Marcello divenne barone di Massanova.
Il ramo da cui discendono Antonino e Cesare, invece, era quello che non era riuscito a riprendersi dalla crisi quattro-cinquecentesca. Fu, però, proprio grazie alla loro portentosa ascesa, che il casato tornò a far parte dell'alta aristocrazia del Regno, con Cesare il ramo si stabilì nuovamente a Napoli nel 1621, il quale fondò il “Collegio delle Scuole Pie” in Cosenza, ottenne la nomina di Montiero Maggiore (addetto alle cacce reali) della Real Corte, mentre nel 1620 fu creato principe di Luzzi e di Sant'Agata. I loro eredi accumulano ulteriori feudi (Rose, San Gineto) e celebrano matrimoni con famiglie della grande feudalità (Sanseverino, Caracciolo, Capece Minutoli, Ruffo, Carafa). Vari Firrao vestirono l'abito dei Cavalieri di Malta, Tommaso III fu viceré di Sicilia dal 1798 al 1801 per conto di re Ferdinando IV, e due cardinali arricchirono la casata: Giuseppe I (1670-1744), Nunzio Apostolico (ambasciatore) della Santa Sede in Portogallo, e Giuseppe II (1736-1830), arcivescovo di Napoli che giunse a un passo dall'essere eletto papa e che incoronò re Gioacchino Murat nella chiesa dello Spirito Santo. Il ramo principesco dei Firrao si estinse con Livia che andò in sposa a Tommaso Sanseverino principe di Bisignano nella prima metà dell'Ottocento. Di altri rami collaterali (fra cui quello dei patrizi di Cosenza) si hanno, invece, Antonio, avvocato (1916-1986), patrizio di Cosenza e l'attuale rappresentante Tommaso (1952).

TITOLI: Patrizio di Cosenza; Principi di Luzzi, Sant'Agata e Pietralcina; Duchi di Jelsi. Iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano nel 1922.

DIMORA: Napoli e Calabria

ARMA: D'azzurro ed una vite d'oro fruttifera disposta in banda

CIMIERO: Un cavallo uscente dallo stemma


Albero genealogico del Casato dei Firrao già Fili-Raone
1.1. Ruggiero Fili-Raone discendente da Raone è il primo di questa casa di cui si abbia notizia; nel marzo 1196 dona alcuni poderi all'Abbadia del Corazzo. Fu signore di Paterno, Vennerello, Dipignano, Belsito e Diodato, come dimostra una Platea del Duomo della città.
Per la genealogia dei FIRRAO (già Filiraone) cfr. le fonti in calce
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  2.1. Goffredo Filiraone
= una dama di casa Sangineto
  3.1. Roberto Filiraone
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  4.1. Ruggiero II Filiraone
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  5.1. Sigismondo Filiraone monaco cistercense in San Giovanni in Fiore, nel 1224, ottenne dall'Imperatrice Costanza la franchigia delle giurisidzioni feudali
5.2. Raone II Filiraone la moglie gli porta in dote il feudo di Gazzella
= Giuditta del Vasto
  6.1. Goffredo II Filiraone erede dei possedimenti del padre e del feudo di Gazzella dalla madre
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  7.1. Raone III Filiraone
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  8.1. Goffredello Filiraone da Cosenza; cambiò il nome in Firrao
= Caterina Sersale
  9.1. Jannuzzo Firrao barone del feudo di Gazzella nel 1430
= Isabella Capece
  10.1. Goffredo IV Firrao
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  11.1. Roberto Firrao
= Caterina Filangieri
  12.1. don Gasparro Firrao
= donna Antonia Firrao
  13.1. don Carlo Firrao
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  14.1. don Alfonso Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= donna Elisabetta di Tarsia dei baroni di Belmonte
  15.1. don Giacchino Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
15.2. donna Cassandra Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= don Urbano de Beccutis patrizio cosentino
15.3. don Marcello senior Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= donna Violante Firrao dei principi di Sant'Agata
  16.1. don Francesco Firrao dei baroni poi principi di Luzzi Combatte contro i Turchi in Otranto e muore in Fiandra
16.2. don Marcello juniore Firrao barone di Massanova
= donna Isabella Arduino di Bisignano: nobile cosentina
  17.1. don Alfonso III Firrao barone di Massanova
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  18.1. Altri figli Firrao dei baroni di Massanova
18.2. don Marcello III Firrao barone di Massanova
  17.2. don Ugo juniore Firrao dei baroni di Massanova
  16.3. don Alfonso II Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= donna Felicia Carafa della Spina
16.4. fra Ugo Firrao cavaliere di Malta nel 1612 + dopo il 1612.
  15.4. donna Orsolina Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
15.5. don Fabio Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
15.6. don Troiano Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
15.7. don Giulio Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= donna Giovanna o Giovannella Cavalcanti
  16.5. donna Cinzia Firrao dei baroni principi di Luzzi
= don Antonio Telesio patrizio cosentino
  POSIZIONE INCERTA (dovrebbe collocarsi qui, visti i matrimoni "incrociati"):
14.2 donna Caterina Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= Galeazzo di Tarsia 1° barone di Belmonte, Patrizio cosentino e Capitano a Guerra di Cosenza, di Roberto di Tarsia e Tuccia Saraceni
  13.2. don Antonio Firrao
= donna Sveva Sersale
  14.2. don Pietrantonio Firrao principe di Sant'Agata patrizio cosentino; stipite della Casa dei principi di Sant'Agata Tentò un salvataggio in estremis della baronia di Belmonte, che acquistò dal regio Fisco nel 1576 prendendone possesso il 17 aprile, ma fu costretto a cedere ad altri la terra dopo due anni di possesso
vedi Pellicano Castagna, Storia dei feudi, Vol I pag 196
= donna Diana o Dianora di Tarsia dei baroni di Belmonte - Testa il 24 febbraio 1576 + afr 1576. Testa per Not. Giov. Andrea Giordano
  15.8. donna Violante Firrao dei principi di Sant'Agata
= don Marcello senior Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
  16.6. don Francesco Firrao dei baroni poi principi di Luzzi Combatte contro i Turchi in Otranto e muore in Fiandra
16.7. don Marcello juniore Firrao barone di Massanova
= donna Isabella Arduino di Bisignano: nobile cosentina
  17.3. don Alfonso III Firrao barone di Massanova
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  18.3. Altri figli Firrao dei baroni di Massanova
18.4. don Marcello III Firrao barone di Massanova
  17.4. don Ugo juniore Firrao dei baroni di Massanova
  16.8. don Alfonso II Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= donna Felicia Carafa della Spina
16.9. fra Ugo Firrao cavaliere di Malta nel 1612+ dopo il 1612.
  15.9. don Tommaso Peleo Firrao dei principi di Sant'Agata Sindaco di Cosenza
= donna Ippolita Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
  16.10. don Scipione juniore Firrao dei baroni poi principi di Luzzi Nel 1608 tramite il Procuratore dr. Scipione Rovito, il feudo di Sant'Agata veniva acquistato da Lucrezia Sersale, vedova di Scipione Firrao. Il nome Firrao proviene dalla tradizione normanna, la famiglia Firrao apparteneva a una delle più notevoli casate della nobiltà cosentina. Antonino Firrao, divenuto tesoriere della provincia, acquista tre grosse terre, Mottafollone, S. Sosti e Sant'Agata. Gli succede il figlio Cesare Firrao, il quale vende i possedimenti di Mottafollone e S. Sosti, conservando il possesso del feudo di Sant'Agata, sul quale ottiene nel 1616 da Filippo III Re di Spagna il titolo di Marchese per se e per i suoi eredi e successivamente quello più onorifico di Principe.
= donna Lucrezia Sersale dei signori di Castelfranco
  17.5. don Martio Firrao dei baroni di Paparone
= donna Ursula Cavalcanti
  18.5. don Bernardo Firrao dei baroni di Paparone; celibe
18.6. don Giovan Battista Firrao dei baroni di Paparone
= donna Maria Cavalcanti
  17.6. don Pietro Firrao dei baroni poi principi di Luzzi * 1641;
= donna Diana Cavalcanti appartenente ad un ramo minore
  18.7. don Tommaso Firrao principe di Sant'Agata Vende il suffeudo di Paparone insieme al padre; erede testamentario del lontano congiunto Cesare Firrao, primo principe di Sant'Agata nel 1651 * Cosenza; + 1660; Il 19 febbraio 1629 fu registrato il regio assenso concesso dal viceré, il duca di Alcalà, alla vendita fatta dai tutori dei figli ed eredi del fu Pietro Firrao e del figlio primogenito di quest'ultimo Tommaso (Nel documento invece che Firrao compare Ferrari, Ref. Quint. Vol. 218 cit) del suffeudo di Paparone, situato nello stato di Cutro, in favore del cutrese Francesco Oliverio per il prezzo di ducati 6.000
Nel 1639, la terra di SantAgata viene venduta a Tommaso Maiorana, Marchese di Sangineto per 41.000 ducati e contemporaneamente viene dichiarato estinto da un provvedimento regale, il titolo di Principe di SantAgata. Nel 1643 circa, SantAgata fu venduta al Principe di Bonifati Muzio Telesio. Nel 1647 il feudo tornò ai Firrao per merito di Tommaso Firrao parente ed erede universale del fu principe di SantAgata Cesare Firrao, che lo riacquistò da Muzio Telesio, ottenendo dopo 4 anni da Filippo IV Re di Spagna, la concessione di un nuovo titolo di principe di SantAgata. Alla sua morte, avvenuta a Luzzi nel 1660 gli succede il figlio primogenito Pietro il quale nel 1667 nomina, in prossimità della sua morte, il primo figlio Tommaso ed eredi particolari gli altri figli, Giuseppe, Teresa, Antonio e Gennaro, minori, affidandoli alla tutela della moglie Isabella Caracciolo.
Il titolo passa poi a Pietro Maria Firrao, figlio di Tommaso che lo tiene fino alla sua morte avvenuta a Napoli nel 1776. Gli succede il suo primogenito Tommaso che viene nominato alla fine del secolo, Viceré di Sicilia per tre anni. Egli non ebbe figli maschi, ma generò Livia Firrao che andò sposa a Tommaso Sanseverino degli ex Principi di Bisignano.
= donna Isabella Passalacqua nobile cosentina
  19.1. don Ludovico Firrao dei principi di Sant'Agata: cavaliere di Malta nel 1662
19.2. fra Scipione Firrao cavaliere di Malta il 1656 + dopo il 1656.
19.3. don Pietro Casimiro Firrao 2° principe di Sant'Agata Erede di tutti i beni del congiunto Cesare Firrao * 8 marzo 1636;
= Principessa Isabella Caracciolo di Casalbore * 20 aprile 1645 e + 1689.
  20.1. don Tomaso Firrao 3° principe di Sant'Agata e barone di Luzzi
= donna Giustiniana Carafa dei duchi di Andria
  21.1. don Piermaria Firrao 4° principe di Sant'Agata per refuta 1749 e 1° principe di Luzzi nel 1733 + Napoli, 24 novembre 1776;
= donna Livia Grillo dei duchi di Mondragone
  22.1. don Giuseppe Firrao dei principi di Sant'Agata e di Luzzi; nunzio apostolico in Svizzera
22.2. don Tommaso Firrao 5° principe di Sant'Agata e principe di Luzzi investito di Rose il 23 novembre 1779; vicere di Sicilia + 1818;
= donna Sanseverino di Bisignano
  23.1. donna Livia Firrao principessa di Luzzi
= don Tommaso Sanseverino principe di Bisignano
  20.2. donna Teresa Firrao dei principi di Sant'Agata
20.3. cardinale don Giuseppe Firrao cardinale sotto papa Benedetto XIV * Luzzi, 12 luglio 1670.
20.4. don Gennaro Firrao dei principi di Sant'Agata; cavaliere di Malta il 1683 * Luzzi, 30 gennaio 1677.
  11.2. Giuliano Firrao generale; riceve la cittadinanza napoletana
11.3. don Scipione Firrao seniore barone di Massanova; barone di Paparone Testa il 29 agosto 1567 e l'8 novembre 1567 per not. Gio Lorenzo Greco
= donna Giulia Caracciolo Rossi
  12.2. donna Ippolita Firrao dei baroni poi principi di Luzzi
= don Tommaso Peleo Firrao dei principi di Sant'Agata; Sindaco di Cosenza (vedi sopra)
  11.4. Troilo Firrao barone di Paparone; capitano dei Franchi nel 1480 + dopo il 1480. cfr: Fiore G., Della Calabria cit., III, 345
= Adriana Buondelmonte, fiorentina, che porta in dote il feudo di Paparone cfr: Fiore G., Della Calabria cit., III, 345
  12.3. don Santo Firrao
= donna Diana Vela
  13.4. don Giovanni Pietro Firrao paga 160 ducati per il relevio del feudo di Paparone
= donna Nicolina Lucifero di Crotone
13.5. magnifico don Troilo juniore Firrao si sposò nel 1526, come si legge nei capitoli matrimoniali stipulati dal notaio Angelo Desiderio
= donna Laura Caputo o Capeva porta in dote 1000 ducati in contanti e 500 in immobili; testa il 27 febbraio 1558 e il 9 ottobre 1775 + ca. 1775.
  14.5. Cesare Firrao
= donna Vittoria Mezzatesta di San Marco; firma una quietanza il 22 ottobre 1589 per Not. Manlio de Luca + dopo il 22 ottobre 1589.
  15.13. don Antonino Firrao divenuto tesoriere della provincia, acquista tre grosse terre, Mottafollone, S. Sosti e Sant’Agata
= donna Vincenza di Rende di Bisignano
15.14. don Troilo III Firrao
15.15. don Salvatore Firrao
15.16. don Ottavio Firrao
  16.14. don Cesare Firrao 1° marchese di Santa Caterina; senza discendenza: lascia tutto al congiunto Tommaso Firrao Cesare Firrao vende i possedimenti di Mottafollone e S. Sosti, conservando il possesso del feudo di Sant'Agata, sul quale ottiene nel 1616 da Filippo III Re di Spagna il titolo di Marchese per se e per i suoi eredi e successivamente quello più onorifico di Principe.
= donna Beatrice Caracciolo dei duchi della Roccelletta
  17.11. don Filippo Eliseo Firrao morto giovane * 15 giugno 1578.
1° = donna Diana Cavalcanti della quale rimane presto vedovo
2° = NN, prima moglie di Jannuzzo Firrao barone di Gazzella
  7.2. Dianuzza o Diauta Filiraone sepolta nella chiesa di San Domenico Maggiore in Napoli + Napoli, 21 maggio 1338; sep. chiesa di San Domenico Maggiore, Napoli, 1338; Sul suo sepolcro venne incisa la seguente epigrafe:
QUI GIACE DIAUTA DEI FIGLI DI RAONE DI COSENZA/
MOGLIE DEL NOBILE LUDOVICO DENTICE/
MILITE DI NAPOLI/
MORTA IL 21 MAGGIO 1338/
Cfr. L. Palmieri, Cosenza e le sue famiglie, Cosenza, pagg. 360 e segg.
= Ludovico Dentice


FONTI:

- Libro della vera origine ed aumento delle famiglie nobili del sedile di Cosenza e delle nobili fuori di esso, estratto da quello del signor duca di Verzino dal dr. Domenico Arena circa anno 1669, manoscritto in Biblioteca Civica di Cosenza
- La vera origine delle famiglie nobili della città di Cosenza, come pure delle altre nobili viventi o siano onorati cittadini, cavata da Pietro Catroppo, Guido Cavalcanti, Sertorio Quattromani, Gian Antonio Belmonti ed altri scrittori. Anno 1764, manoscritto in Biblioteca Civica di Cosenza
- Scrutinio chiuso della nobiltà cosentina etc., manoscritto in Biblioteca Civica di Cosenza
- L. Palmieri, Cosenza e le sue nobili famiglie, Cosenza, 1999, pagg. 360-368
- L. Bilotto I feudatari di Rose, sta in "Araldica Calabrese", Rossano, 1993, pag. 120-122
- M. Pellicano Castagna, Processi di Cavalieri Gerosolimitani Calabresi, Chiaravalle C.le, 1978, processi dei cavalieri Firrao Ludovico e Gennaro, pagg. 45-46
- M. Pellicano Castagna, Le ultime intestazioni feudali in Calabria, Chiaravalle C.le, 1978
- M. Pellicano Castagna, Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari in Calabria, 4 voll., ad vocem per i singoli feudi posseduti dalla famiglia Firrao

La genealogia dei Firrao è stata tratta dal "Libro d'oro della Nobiltà Mediterranea-web edititon" a cura della Società Genealogica Italiana-SGI